Valle Giumentina

Roccamorice Tholos 1
14 / 100

In allestimento

Sin dal Paleolitico i diversi habitat della Maiella erano frequentati da bande di cacciatori-raccoglitori. Sono infatti numerose le testimonianze di stazioni in grotta e all’aperto che ci attestano usi diversificati della montagna e delle sue risorse dirette ed indirette, in particolare la caccia ai grandi mammiferi e la ricerca di affioramenti di selce da cui ricavare strumenti.

Questi siti costituivano, nel sistema di vita delle bande paleolitiche basato sul nomadismo, accampamenti stagionali o nei quali venivano svolte specifiche attività. I primi individui appartenevano alla specie homo erectus, in epoche successive saranno homo sapiens neanderthalensis  e homo sapiens sapiens. Scarse ad oggi sono le testimonianze mesolitiche. 

I gruppi umani che con gli oggetti litici hanno lasciato traccia delle loro diverse tecnologie e culture, hanno frequentato le sponde dell’antico lago della Valle Giumentina prima e durante la penultima glaciazione (Riss), durante l’ultimo interglaciale (Eemiano) ed il primo stadio dell’ultima glaciazione (Wurm) in un arco cronologico che va da circa 500.000 a 40.000 anni da oggi. In questo esteso periodo di tempo l’uomo ha dovuto più volte trovare nuovi equilibri con la vegetazione, la fauna e le forme del paesaggio in conseguenza delle diverse condizioni climatiche che alternavano periodi freddi, aridi, a periodi caldi.

La selce che veniva lavorata si rinviene abbondante negli affioramenti rocciosi della Maiella settentrionale, ma di volta in volta ciascun gruppo umano ha scelta ed utilizzato solamente alcuni tipi. Gli scarsi resti di fauna rinvenuti negli scavi attestano la caccia alla grande selvaggina quale l’orso ed il cervo. Altri siti più elevati in quota o nelle valli pedemontane sembrano posti lungo persistenti percorsi tra il piano, l’antico lago di Valle Giumentina e la montagna, assecondando i principali lineamenti morfologici.

Sitografia e bibliografia

AAVV, La presenza dell’uomo sulla Maiella, museo “P. Barrasso”    Caramanico

La valle è stata oggetto di scavi da parte l’École française di Roma in collaborazione con la Soprintendenza per i beni archeologici dell’Abruzzo che hanno messo in rete vari documenti:
VALLE GIUMENTINA. OCCUPATIONS HUMAINES DU PALÉOLITHIQUE DANS LES ABRUZZES (video)

SITO PALEOLITICO DI VALLE GIUMENTINA, sito comune di Abbateggio

Sito ufficiale

Sito Majellando

Sito I luoghi del silenzio

Lascia un commento